
In ogni istante della nostra vita siamo con un piede nella favola ed uno nell'abisso...
(Paulo Coelho)
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LSPVestal in Non ho fatto in temp...
Spuma in Non ho fatto in temp...
perturbamento in Non ho fatto in temp...
Spuma in Ho bisogno di fare, ...
Mo2 in Ho bisogno di fare, ...
Spuma in Ho bisogno di fare, ...
LSPVestal in Ho bisogno di fare, ...
abreast in Ho bisogno di fare, ...
perturbamento in Ho bisogno di fare, ...
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Perceber Perceber è un'opera davvero difficile da recensire, tanto è quello che c'è dentro. La trama? Complicata. Il linguaggio? Originale. Le fonti? Infinite. Il periodo di ambientazione? Ballerino. Insomma è un libro complesso da leggere come è stato complesso da scrivere. Non per niente Colombati ha impiegato molti anni a farlo. Non fatico a crederlo. Basta pensare alle centinaia di citazioni che vi sono riportate, o all'immenso lavoro sulla Cabala e i suoi simbolismi. 
Non so niente di Cabala e sorvolo su questo punto con estrema tranquillità, visto che un grande come Enzo Siciliano ha fatto esattamente la stessa cosa alla presentazione romana dell'opera. Dico però che questa specificità del libro lo rende faticosamente leggibile, poichè è necessario andare continuamente a vedere le note. Lo stesso vale per le citazioni. E qui ve ne sono di qualunque genere.
C'è di tutto, come ho detto. C'è la storia, la cronaca, l'amore, l'assurdo, il caso, la pedofilia, l'omosessualità, la canzone italiana e straniera attraverso i secoli, e molto altro ancora. E tenere le fila di tutte queste cose catalizza l'attenzione distraendola dall'ossatura del libro: la trama. Addirittura, a tratti, ho avuto l'impressione che la trama non fosse poi così importante, ma lo fossero di più i mille riferimenti a tutto quanto sopra detto, frutto di un grosso lavoro di studio e ricerca di informazioni. Chissà, forse se ne potevano fare tre di libri con tutto quello che c'è in Perceber.
Insomma, ho faticato a leggerlo. Anche se sono arrivata fino in fondo. Per consolarmi sono passata subito dopo a Memoria delle mie puttane tristi di Garcia Marquez , Tre camere a Manhattan di George Simenon e alla rilettura di Cime Tempestose di Emily Bronte. Ora aspetto due opere di Javier Marìas. Vi saprò dire.
